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D. 18/03/2005 n. 11

10. Inserire le opere di scavalco e sottopasso della viabilità minore evitando modificazioni, anche locali, dell'asse dei tracciati esistenti.

11. Adottare, anche per la fase di cantiere, soluzioni che salvaguardino quanto più possibile l'integrità e la funzionalità delle aziende agricole interferite.

12. Prevedere la realizzazione di interventi di compensazione ambientale e sociale, tenendo nel dovuto conto il valore delle attività agricole interferite e l'elevato pregio naturalistico del territorio. In particolare, in corrispondenza delle aree boschive in località «La botte» del comune di Vetralla, occorre prevedere la realizzazione di interventi atti a garantire la continuità delle reti ecologiche interferite dal tracciato attuale della via Cassia.

13. Inserire nei capitolati d'appalto le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere.

14. Anticipare nel programma lavori, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione delle opere in progetto.

15. Definire in dettaglio la dislocazione delle superfici operative e la relativa logistica, privilegiando aree interstiziali o prive di vincoli e riducendo comunque al minimo l'occupazione di aree di pregio ambientale e produttive.

16. Dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei materiali di scavo definendo, inoltre, il piano di deposito temporaneo e di smaltimento, con l'individuazione delle aree di stoccaggio definitivo. Il terreno vegetale asportato in fase di realizzazione e da riutilizzare ai fini del recupero ambientale delle aree interessate dalle opere in progetto, dovrà essere stoccato in cumuli di limitato spessore, per non alterarne le caratteristiche fisico-chimiche e protetto con semine erbacee da fenomeni di erosione superficiale.

17. Approfondire la soluzione di tracciato interferente il bosco in località «La Botte» valutando la possibilità di posizionamento più a monte del tracciato stesso e adottando comunque soluzioni che mantengano la continuità ecologica.

18. Dettagliare qualitativamente e quantitativamente i materiali derivanti dalla demolizione delle opere esistenti ed indicarne le modalità di smaltimento.

19. Allo scopo di minimizzare l'impatto connesso al trasporto dei materiali, predispone un piano di circolazione dei mezzi d'opera in fase di costru- zione, che abbia valenza contrattuale e che contenga i dettagli operativi in termini di: percorsi impegnati: tipo di mezzi; volume di traffico, velocità di percorrenza, calendario e orari di transito; percorsi alternativi in caso di inagibilità temporanea dei percorsi programmati; percorsi di attraversamento delle aree urbanizzate; messa in evidenza, se del caso, delle misure di salvaguardia degli edifici sensibili.

20. Realizzare tutti gli svincoli in progetto in modo da limitare il più possibile la formazione di aree residuali.

21. Approfondire e completare la definizione progettuale delle opere di collegamento al fine di cogliere la portata reale delle previste opere di scavo e riporto e quindi l'impatto reale sul paesaggio.

22. Effettuare, in fase di progettazione definitiva, ulteriori indagini geognostiche puntuali ed estese lungo tutto il tracciato proposto, al fine di definire le seguenti caratteristiche: successione stratigrafica di dettaglio delle aree interessate dalle opere di fondazione e di sbancamento; definizione dei parametri geotecnici dei terreni attraverso prove di laboratorio ed in sito, necessari al dimensionamento delle strutture di fondazione e di contenimento delle terre, in particolare nei tratti in cui il tracciato interagisce con i depositi lacustri ed alluvionali limoso-argillosi, caratterizzati da scadenti parametri di resistenza e deformabilità, dove sarà necessario tenere conto dei fenomeni di cedimento assoluto e differenziale; realizzazione di un sufficiente numero di piezometri nei fori di sondaggio, con l'individuazione della falda idrica principale e di eventuali falde sospese che potrebbero essere interessate nei tratti in galleria ed in trincea: a tal proposito dovrà essere seguito il piano di monitoraggio descritto nella relazione tecnica allegata al progetto; identificazione di eventuali sorgenti od opere di captazione idropotabile direttamente interferenti con le opere in progetto o indirettamente attraverso le aree di ricarica delle captazioni stesse. In particolare dovranno essere approfonditi gli aspetti litologici ed idrogeologici degli svincoli e delle opere relative agli attraversamenti dei terreni su cui poggiano i rilevati e dei materiali utilizzati per i rilevati stessi. Dovranno essere altresì verificate le caratteristiche geotecniche dei terreni per valutare la possibilità di instaurarsi, nei tratti in rilevato, cedimenti assoluti e differenziati specie se in presenza di eventuali risalite stagionali della falda.

23. Evitare di realizzare cantieri nel tratto stradale compreso tra le progressive 200 e 1000.

24. Posizionare, qualora, per inderogabili necessità si debbano realizzare cantieri nel suddetto tratto, i cantieri stessi sul lato del tracciato stradale opposto a quello del lago di Monterosi.

25. Realizzare gli eventuali cantieri evitando nel modo più assoluto di inquinare il suolo e/o la falda e conferendo ogni tipo di rifiuto all'esterno dell'area di cantiere stessa.

26. Realizzare, nel tratto stradale compreso tra le progressive 200 e 1000, idonei interventi di impermeabilizzazione in modo tale che le acque meteoriche e/o liquidi dispersi in caso d'incidente non abbiano la possibilità di essere sversate sul suolo e/o nello specchio acqueo del lago di Monterosi.

27. Realizzare, nel medesimo tratto, sistemi di raccolta delle acque meteoriche e/o liquidi dispersi in caso d'incidente da convogliare in pozzetti, o altri presidi, di contenimento, disoleazione e decantazione.

28. Mantenere tutti i sistemi di raccolta, contenimento, disoleazione e decantazione costantemente in stato di assoluta efficienza.

29. Porre, nel tratto stradale compreso tra le progressive 200 e 1000, sui fronti stradali alberature costituite da specie vegetali particolarmente efficaci nel trattenimento degli inquinanti atmosferici derivanti dal traffico veicolare.

30. Realizzare, nel suddetto tratto stradale compreso tra le progressive 200 e 1000, sul lato prospiciente il lago di Monterosi, impianti fonoassorbenti, al fine di attenuare il disturbo alla fauna selvatica di cui alla scheda Natura 2000 del SIC.

31. Al fine di contenere il rischio di sversamenti accidentali in caso d'incidente, realizzare, nel tratto stradale compreso tra le progressive 200 e 1000, sistemi di protezione laterali particolarmente efficaci per evitare l'uscita di strada degli autoveicoli: dovrà essere inoltre imposta una velocità ridotta rispetto alle attuali normative.

32. Realizzare il sottovia della S.P. Nepesina con abbassamento della sede di quest'ultima, prevedendo vasca di raccolta delle acque ed invio alla vasca di trattamento di generale.

33. Realizzare l'allargamento a quattro corsie ammettendo solo minime variazioni della livelletta della Cassia attuale a due corsie e tutto dalla parte opposta al lago di Monterosi.

34. Il ciglio della strada attuale in prossimità del lago corrisponderà al ciglio dell'arteria allargata e la pendenza trasversale ove possibile sarà unica con quota maggiore verso il lago.

35. Ove necessario non verranno realizzate, per tutto il tratto in fregio al lago, le banchine carrabili sia in destra che in sinistra, ma solo le cunetta di raccolta delle acque di prima pioggia dal lato della pendenza trasversale, con raccordo alla vasca di trattamento acque.

36. Predispone nella fase di cantierizzazione tutti i necessari accorgimenti per: mantenere il livello di rumore prodotto nell'ambito dei limiti consentiti dalla normativa vigente, in particolare in prossimità dei centri abitati, dove l'attività cantieristica che produce elevati livelli di rumore dovrà essere limitata agli orari concordati con le amministrazioni comunali; controllare l'emissione di polveri mediante: periodici annaffiamenti delle terre da movimentare; pulizia delle strade e dei mezzi in uscita dai cantiere; utilizzo di teloni di copertura dei carichi trasportati; realizzare, nelle aree dei cantieri principali e nelle aree di stoccaggio materiali, sia in fase esecutiva che gestionale, tutte le opere provvisorie e definitive atte a garantire la sicurezza dei luoghi, la stabilità del suolo, il buon regime delle acque di deflusso la protezione delle falde da agenti tossici ed inquinanti, con particolare attenzione alle aree dei cantieri prossimali ai corsi d'acqua; ripristinare l'uso del suolo precedente alla cantierizzazione e recuperate le aree o tratti di viabilità dismessi.

37. Verificare le caratteristiche geotecniche dei terreni per valutare la possibilità di instaurarsi, nei tratti in rilevato, cedimenti assoluti e differenziati specie se in presenza di eventuali risalite stagionali della falda.

38. Approfondire la proposta progettuale, con particolare riguardo alla parte del tracciato che verrà realizzata con l'allargamento della sede viaria in esercizio, per limitare l'interferenza con il traffico di transito.

39. Realizzare gli appoggi ed i ritegni sismici secondo quanto riportato nella ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003 del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 5 dell'8 maggio 2003.

C) Aspetti ambientali.

40. Predisporre il Progetto di monitoraggio ambientale, secondo le linee guida redatte dalla Commissione speciale VIA. C1) Atmosfera e clima.

41. Verificare ed eventualmente integrare, gli interventi di mitigazione previsti alla luce di un'approfondita valutazione degli impatti sull'atmosfera causati dall'emissione di polveri e degli altri principali inquinanti, sia nella fase di cantiere che in quella di esercizio, valutazione da eseguire applicando modelli matematici previsionali, utilizzando dati meteoclimatici significativi ricavabili dalle stazioni meteorologiche e da indagini dirette.

42. Dettagliare la qualità e quantità delle emissioni e degli scarichi in fase di cantierizzazione, definendo le misure per evitare il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente. C2) Ambiente idrico.

43. Sviluppare uno studio idrogeologico di dettaglio, supportato da una campagna di indagini dei livelli statici dell'acquifero in particolare, ma non esclusivamente, in corrispondenza delle progressive 9+200 e 28+802.

44. Definire le misure per evitare che la realizzazione e l'esercizio della infrastruttura influiscano: sulla qualità e sulla quantità delle acque superficiali e sotterranee; sul regime idraulico; sull'ecosistema proprio della porzione del reticolo idrografico interessato e delle aree limitrofe.

45. Definire in dettaglio i sistemi di smaltimento delle acque di prima pioggia della piattaforma stradale e le vasche di sicurezza (cui il progetto preliminare fa cenno), specificando inoltre le modalità di gestione e manutenzione che ne garantiscano l'efficacia nel tempo.

46. Per le opere d'arte di attraversamento dei corsi d'acqua superficiali, evitare la realizzazione di manufatti in alveo.

47. Prevedere, per la fase di realizzazione dei viadotti e/o laddove siano presenti falde superficiali, che: le attività di perforazione e di esecuzione delle fondazioni di pile e spalle non determinino l'insorgere del rischio di diffusione delle sostanze inquinanti dovute ai fluidi di perforazione; l'utilizzazione dei fanghi di perforazione non riduca la permeabilità nelle formazioni litologiche interessate.

48. Adottare adeguate misure affinchè le opere di attraversamento dei corsi d'acqua (viadotti e tombini) non modifichino il regolare deflusso delle acque, anche per eventi di piena con tempi di ritorno (Tr) di 200 anni: nel caso sia necessario intervenire con opere di consolidamento e/o antierosive in alveo, prevedere l'utilizzo di sistemi di ingegneria naturalistica. C3) Suolo e sottosuolo.

 

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